Benvenuti  Congregazione


Ordinazione Sacerdotale dei Fratelli Andres e Ramón

Invito dei Fratelli Blu
Invito dei Fratelli Blu
all'ordinamento Sacerdotale
all'ordinamento Sacerdotale

Visita del Equipe generale in Africa


Auguri  per la festa di Natale ! Buon anno !


Auguri per la festa dell'Immacolata


Ascolto della realtà .  14 ottobre

Questo terzo giorno dell’incontro è contrassegnato  dalla dinamica dell’ascolto della realtà della formazione nella Congregazione.

 

Al mattino il testo della Samaritana(Gv.4,1-30) ci ha riunite attorno al pozzo e noi ci facciamo accompagnare da Gesù nel cuore del nostro proprio pozzo e dei nostri cammini di missione.

 

 In Sala  la condivisione continua con Paraguay, Bolivia, Mato Grosso, Mexico, Argentina. La vita si esprime  attraverso le diverse esperienze di formazione. Questa vita è come un libro aperto che si apre a questioni, chiamate, inviti che stiamo raccogliendo

 

Poco a poco nel pomeriggio alcune parole stanno cominciando a trovar una eco in noi: “Cammino-“pedagogia –ricerca- comunità di discepoli uguali e unici-“ Questo fatto  con qualcosa di nuovo incorporando  nello stesso tempo il passato,il presente e il futuro si fa strada in noi, senza che lo abbiamo tuttavia completamente percepito, ma qualcosa si forma al ritmo dello Spirito.

 

 E’in questa dinamica di fede  che ci separiamo alle 17 per continuare ascoltando lo Spirito,le sue chiamate ,

le sue intuizioni,i temi essenziali che emergono… nell’Eucarestia,abbiamo tante intenzioni da offrire con il pane e il vino……unione di preghiera con noi!

“Solo Dio basta” 15  ottobre  2014

 

La festa di S. Teresa d’Avila dà il tono alla dinamica che ci accompagnerà tutto il giorno.
Davanti a questa realtà siamo invitati  a leggerla con uno sguardo  contemplativo, questo ci porta ad orientarci verso tre dinamiche che si intrecciano: -un nuovo programma che dia un significato nuovo a ciò che siamo e a ciò che facciamo;-la dinamica di discepoli uguali ,-per riuscire a questo  praticare un itinerario formativo che accompagni il processo che diventa pratico attraverso una pedagogia  concreta..

Continuiamo il lavoro in gruppi differenziati secondo gli idiomi  per chiarire che cosa significano questi tre elementi per noi come congregazione in cammino 

Aperta la Plenaria della Vita Consacrata  Mons. Carballo: I carismi sono vivi, vanno inculturati

INCONTRO DI FORMAZIONE (ad hoc!)

Perché una equipe ad hoc?

 

Nel capitolo del 2013  si chiese all’Equipe Generale una animazione circolare,inclusiva e corresponsabile (cfr.2 delle priorità del progetto di congregazione 2013-2018)

 

Certamente è evidente che l’equipe di ANIMAZIONE GENERALE non può avere in se stessa tutte le abilità. Per questo ha costituito delle “Equipe ad hoc” per una riflessione più ampia, E’ questo un nuovo strumento di animazione.

 

Queste equipes  riuniscono una suora per continente o per lingua la proposta delle provincie

.Dopo un primo incontro si invia una guida al continente e allora  si forma un’altra equipe di lavoro per analizzare le proposte raccolte in ogni provincia la sua missione è “puntuale” e di durata limitata.

Per questo  nel mese di novembre 2013 si è riunita a Roma  l’Equipe di “Storia  della Congregazione” ,nel mese di aprile 2014 l’equipe di “Economia solidaria” e oggi l’Equipe di Formazione”.

 

Equipe di formazione  ad hoc, echi di una esperienza.

 

Attorno al pozzo ,12 ottobre

 

Potremmo intitolare così l’esperienza di questo primo giorno della riunione in cui l’icona del pozzo ci ha     invitati ad una vera discesa in noi stesse per apprezzare  l’acqua pura,viva e salutare che ci offre Gesù Salvatore , per accogliere le questioni  che sorgono in noi  in questo momento di ricerca.

 

La parola di Dio e due brani estratti dalle nostre fonti ci fecero attualizzare per noi oggi l’ esperienza di quest’acqua di cui avevano bisogno Emilie e  le nostre prime sorelle per costruire la Casa Madre, per la vita quotidiana  e per innaffiare il giardino.

 

Questa celebrazione con tutte le sorelle delle due comunità è un’esperienza di conferma  e di rinnovamento

Per accogliere ed  entrare nella dinamica del   soffio imprevedibile dello Spirito,attualizza il nostro carisma e dà una risposta concreta al grido dei più fragili                                                             

Nel cammino ,

nel discepolato di uguali

 

13 ottobre.

 

Questa giornata inizia con l’orazione comunitaria contrassegnata  dalla liturgia del giorno con la puntata teologica del “c’è qui uno che è ben più di Giona”Accogliamo gesù in mezzo a noi,Lui è,il maestro che ci accompagna attorno al pozzo.

 

La condivisione del mattino ci aiuta ad accogliere i movimenti interiori che vivono in noi, per sentire la convergenza degli obiettivi : la missione che ci è stata affidata per il progetto della congregazione e i desideri che esprimiamo .

 

L’attento ascolto della realtà della formazione nella congregazione è la terra da cui partiamo e in cui stiamo camminando.  Africa,Europa, Sao Paulo ci offrono una realtà diversa,molto varia, però con angolature comuni sulle questioni essenziali che ci poniamo e i nuovi paradigmi.Poco a poco ci rendiamo conto che siamo invitate  a elaborare un itinerario formativo.  Da questo cammino si ispireranno il documento comune di formazione,i progetti e programmi.

 

Qualcosa di nuovo sta sorgendo sul cammino del discepolo come è accaduto alla donna samaritana. Qualcosa che non sappiamo ancora verbalizzare che però è arrivato fino a noi nella nostra  realtà di oggi e nel sogno del Regno.


Incontro delle due "EQUIPES GENERALI"

 

Insieme, attorno al tavolo, sorgente di suggerimenti, comdividiamo il passato e guardiamo al futuro....

25/11/2014

VITA CONSACRATA - Ha per titolo “Vino nuovo in otri nuovi” la Plenaria della Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata, che si è aperta oggi in Vaticano e in programma fino a sabato prossimo. L’incontro si tiene in vista dell’apertura dell’Anno della Vita Consacrata, fissato per domenica 30 novembre, e su questa fase speciale che la Chiesa si appresta a vivere Alessandro De Carolis ha intervistato il segretario del dicastero vaticano, l’arcivescovo José Rodriguez Carballo:

R. – Gratitudine, passione, speranza, Vangelo e profezia: saranno le cinque parole che guideranno la riflessione lungo l’Anno della Vita Consacrata, perché pensiamo che queste cinque parole sintetizzino gli aspetti fondamentali e fondanti della Vita Consacrata.

D. – Eccellenza, come si collegano queste cinque parole, questi cinque pilastri, con le periferie dove Papa Francesco esorta e sprona chiunque ad andare?

R. – Il Vangelo ci parla della centralità di Cristo e Papa Francesco insiste costantemente che nella misura in cui uno si incontra con Cristo, esce, va all’incontro con gli altri. E la Chiesa in uscita è la Vita Consacrata in uscita. Dall’altra parte, quando uno si incontra con Cristo, non può fare a meno di fare memoria grata della propria storia, non può fare a meno di vivere il presente con passione, non può fare a meno di abbracciare il futuro con speranza e non può fare a meno che la sua vita diventi veramente profezia. Quindi, tutte partono dal Vangelo. Poi, si deve considerare che il Vangelo è la regola suprema di ogni vita consacrata e quindi deve stare sempre al centro. Da questo centro, tutto il resto è conseguenza.

D. – Un’altra questione, sollevata da Papa Francesco con i religiosi, è quella – come ha detto in occasione di un suo primo incontro con il mondo dei consacrati – di ripensare l’“inculturazione dei carismi”. E’ un’altra sfida dell’Anno della Vita Consacrata…

R. – I carismi sono sempre vivi. Il carisma è un dono dello Spirito alla Chiesa e al mondo, quindi è sempre un dono vivo, un dono che deve parlare oggi come ha parlato ieri, quando il Signore attraverso i fondatori lo ha dato alla Chiesa. Quindi, è necessaria una inculturazione del carisma affinché questo venga capito e letto nelle circostanze attuali della vita della Chiesa, del mondo e della vita di ogni uomo e donna.

D. – Papa Francesco sta mostrando, in particolare con i suoi viaggi apostolici, una grande predilezione per le Chiese ad Oriente. E Oriente vuol dire sia terre di spiritualità antichissima e profonda, ma anche, purtroppo, di minoranze perseguitate. Qual è la vostra visione come dicastero?

R. – Noi siamo convinti che la vita consacrata abbia una grande importanza in questo incontro tra Occidente e Oriente. Infatti, noi nel mese di gennaio promuoviamo una delle attività del dicastero, che prevede l’incontro sia del monachesimo orientale con la vita consacrata della Chiesa cattolica, sia anche l’incontro con la vita consacrata così come viene vissuta oggi nella Chiesa protestante. Quindi, noi pensiamo che la vita consacrata possa giocare un ruolo di ponte e di comunione tra questi due mondi per contribuire anche non soltanto all’ecumenismo, ma anche al dialogo, alla pace e alla concordia in queste zone provate dalla violenza e dalla guerra.

Fonte: radiovaticana.va, 25/11/2014