Haiti



Haiti giugno 2012


Carissimi laici/laiche , Sorelle e Fratelli:

Come state? Quanto tempo è passato!  Non pensate  che vi dimentichiamo, al contrario. 

Ci rendiamo conto che il tempo passa “velocissimo” e già sono passati dei mesi da ché vi abbiamo scritto l’ultima lettera. Sono già nove mesi  di vita in Haiti. Sì, abbiamo passato tutto un tempo di gestazione, ben curate (guidate) e ricevendo molti gesti che ci andavano nutrendo  per il momento della  “nascita”  .

 Oggi possiamo dire che stiamo vivendo molti dettagli nella missione come se avessimo già vissuto da  molto tempo ad Haiti: ci esprimiamo con più scioltezza, ci sentiamo più sicure nel guidarci da sole in contesti diversi…, stiamo conoscendo  questa cultura, che ogni volta ci sorprende, con la tenacia  e la lotta delle donne per la sopravvivenza quotidiana.

Avvertiamo  che stiamo facendo “un cammino con i più poveri”, immagazzinando  dentro di noi modi di vivere che prima non comprendevamo e certezze che ci indicano il cammino . Di fronte a molti dettagli facciamo “cambiamenti” sperando  che la nostra pazienza sia feconda.

 Non preoccupatevi , il nostro scritto non sarà lungo come il precedente, cercheremo soltanto di condividere alcuni momenti di vita  più forti. Mettetevi comode ,come  accade quando ci si incontra con un amico ,o un’ amica che non vedevamo da tempo…

 

Riguardo al paese: vi annunciamo che  abbiamo di nuovo un Primo Ministro, dopo aver  passato un  momento  di incertezza con la  “sensazione di instabilità” e  una “rivolta” interna da parte di alcuni ex- poliziotti che reclamavano la realizzazione delle promesse fatte nella campagna  precedente le  elezioni.

      Il Governo ha  molti bei progetti per una “Educazione Gratuita”,  speriamo che  si trasformino  in realtà, perché ci sono molti ragazzi poveri che non possono frequentare le scuole per mancanza di posti e altri che abbandonano la scuola perché non possono continuare pagando.

     Gran parte  delle macerie del terremoto sono state sgombrate, qualche volta con la forza fisica facendo una catena umana fino ad un camion sconquassato.   In alcune regioni più colpite  dal terremoto  si è cominciato a ricostruire. Abbiamo sentito dire  che gli accampamenti localizzati a Porto Principe   scompariranno. Dove andrà molta gente? sappiamo che molti stanno già drizzando  le tende sulle pendici delle montagne che stanno  in riva al mare, per conseguenza senza alcun servizio pubblico per il momento.

   Haiti ha ricevuto 30.000  piantine da essere distribuite a Porto Principe, molte di queste sono alberi fruttiferi  . Lasciamo immaginare l’importanza del beneficio che questo suppone.

   Possiamo ancora condividere con voi il fatto che, prima di Pasqua, un’altra Suora Blu ha portato i suoi passi  sulla terra haitiana,  Susana Ramos:  è venuta a visitarci per una ventina di giorni.  Abbiamo vissuto con lei momenti di passeggiata ,di convivenza , di dialogo e di incontri. Abbiamo realizzato un mini-atelier del “Bicentenario  della nascita di Emilie” E’ stata una cosa nuova, arricchente, e sfidante farlo  “a partire da Haiti”. .      Approfondire i “desideri-sogni” di Emilie per scoprire che cosa Lei ci  rivela di se stessa e a che cosa si ispirino (i suoi sogni),come sono stati portati avanti,ecc…e approfondire i nostri sogni partendo dalla compassione del Samaritano, vivendo  in una realtà haitiana con tanti limiti per chi non possiede nulla…

E’ stato veramente utile comprendere un pochino di più la sua espressione : “Che questo giubileo sia per la nostra anima un’ epoca di rinnovamento”.

Per molti di voi non è  novità  se diciamo che, ogni volta  che ci avviciniamo alle ricerche di Emilie, per cercare di scoprire ciò  che  lei “ vede con chiarezza”,  contribuisca  a darci sguardi nuovi  per il cammino,  rinnovando il nostro  modo di sentire  la nostra missione.

    Fraternità con empatia.   Con i  Fratelli Lassalliani, con i quale abbiamo un “Progetto comune”, stiamo facendo un cammino di buona fraternità. Ci riuniamo secondo  varie opportunità e sempre in un clima  piacevole e con molta disposizione alla ricerca.  In modo particolare con Fratel Nicolas, greco, con il quale condividiamo talvolta il  pranzo accompagnandolo con  lunghi dialoghi riguardanti i suoi sogni riguardanti il Progetto del Collegio. Fratel Nicolas si è interessato alla “Cucina comunitaria”, e lo vedevamo contento  mentre camminava tra le tende  salutando le famiglie  che gli presentavamo. Ci ha procurati gli assi e ci ha aiutato a mettere  a posto la struttura  in cui è posta la cucina.  Continuiamo a sentire la mancanza di Fratel Antonio che è diventato “nostro fratello” e deve viaggiare verso la Spagna  a causa  del delicato stato di salute della mamma.

Possiamo dire che il Centro  è già finanziato e si  comincerà la sua costruzione appena sarà  terminato il Collegio. I Fratelli vorrebbero cominciare  la scuola  in settembre. Alla fine del mese di giugno i ragazzi haitiani cominciano le vacanze estive…certamente ben meritate, perché fa un caldo impressionante.Da un mese lottiamo contro venti impetuosi. L’isola brucia  in questo momento!

 

La Cucina comunitaria  è già una realtà; dopo un tempo di impegno con le famiglie delle tende e, dopo essere entrati in contatto con  “il modo con cui esse si organizzano”,è sorta la necessità di realizzare una Cucina comunitaria . A questo fine si è formata una Commissione di undici famiglie

E oggi c’è già un gruppo di donne  molto entusiaste che dal lunedì al sabato mangiano, vendono e danno da mangiare  alle famiglie che hanno fame.

Con la  generosità di voi, laici e laiche,delle comunità,dei collegi, e delle Suore delle  Province  della Congregazione stiamo rispondendo un poco(minimamente) alle necessità più urgenti.: “la fame e un  lavoro per il sostentamento quotidiano” 

 Quando si avvicinano a noi chiedendo aiuto,

domandiamo loro che si organizzino in piccoli gruppi  con coloro che hanno le stesse inquietudini per vedere insieme ciò che si può fare..: Abbiamo quattro progetti che stiamo accompagnando. Uno dei progetti presentati riguarda i giovani che chiedono di iniziare un piccolo lavoro insieme: il novanta per cento sono orfani e vivono per la generosità dei vicini o di qualche parente. Molti di loro vorrebbero continuare  gli studi..

Carissimi “TUTTI e TUTTE”,  diciamo a ciascuno di non stancarsi nello sviluppare la propria  capacità creativa  nel trovare il modo di venire  in aiuto ai più poveri, che sono i più vulnerabili nelle politiche ingiuste.  Se qualcuno/a di voi stesse vivendo in Haiti direbbe forse la stessa cosa ABBIAMO BISOGNO DI VOI  TUTTI PER HAITI!…

Non vogliamo terminare senza prima ringraziarvi per i messaggi, le chiamate per skype, …per  tutti i segnali di comunicazione.

In caloroso abbraccio dalla Comunità Missionaria  di Haiti:

                                                      Rosa, Antonia ,Isabel

 

P.S.Giovedì ,13 giugno Antonia celebrerà il suo primo compleanno ad Haiti.