Il discorso di Papa Francesco alla Presidentessa Dilma


Discorso
del Papa a Palazzo Guanabara: testo integrale. Le parole di Dilma Rousseff

Pubblichiamo di seguito il discorso
integrale del Papa
nella cerimonia di benvenuto seguito da una sintesi
dell'intervento del presidente Dilma Roussef:



Signora Presidente,
Distinte Autorità,
Fratelli e amici!
Nella sua amorevole provvidenza, Dio ha voluto che il primo viaggio
internazionale del mio Pontificato mi offrisse la possibilità di ritornare
nell’amata America Latina, concretamente in Brasile, Nazione che si vanta dei
suoi saldi legami con la Sede Apostolica e dei suoi profondi sentimenti di fede
e di amicizia che sempre l’ha tenuta unita, in modo singolare, al Successore di
Pietro. Rendo grazie per questa benevolenza divina.

Ho imparato che, per avere accesso al Popolo brasiliano, bisogna entrare dal
portale del suo immenso cuore; mi sia quindi permesso in questo momento di
bussare delicatamente a questa porta. Chiedo permesso per entrare e trascorrere
questa settimana con voi. Io non ho né oro né argento, ma porto ciò che di più
prezioso mi è stato dato: Gesù Cristo! Vengo nel suo Nome per alimentare la
fiamma di amore fraterno che arde in ogni cuore; e desidero che a tutti e
ciascuno giunga il mio saluto: “La pace di Cristo sia con voi!”

Saluto con deferenza la Signora Presidente e i distinti membri del suo Governo.
La ringrazio per la generosa accoglienza e per le parole con cui ha voluto
manifestare la gioia dei brasiliani per la mia presenza nella loro Nazione.
Saluto anche il Signor Governatore di questo Stato, che gentilmente ci accoglie
nel Palazzo del Governo, e il Sindaco di Rio de Janeiro, come pure i Membri del
Corpo Diplomatico accreditato presso il Governo brasiliano, le altre Autorità
presenti e tutti coloro che si sono prodigati per far diventare realtà questa
mia visita.

Voglio rivolgere una parola di affetto ai miei fratelli Vescovi, sui quali
grava il compito di guidare il gregge di Dio in questo immenso Paese, e alle
loro dilette Chiese particolari. Con questa mia visita desidero proseguire
nella missione pastorale propria del Vescovo di Roma di confermare i fratelli nella
fede in Cristo, di incoraggiarli nel testimoniare le ragioni della speranza che
scaturisce da Lui e di animarli ad offrire a tutti le inesauribili ricchezze
del suo amore.

Come è noto, il motivo principale della mia presenza in Brasile trascende i
suoi confini. Sono venuto infatti per la Giornata Mondiale della Gioventù. Sono
venuto a incontrare giovani arrivati da ogni parte del mondo, attratti dalle
braccia aperte del Cristo Redentore. Essi vogliono trovare un rifugio nel suo
abbraccio, proprio vicino al suo Cuore, ascoltare di nuovo la sua chiara e
potente chiamata: “Andate e fate discepoli tutti i popoli”.

Questi giovani provengono dai diversi continenti, parlano lingue differenti,
sono portatori di culture variegate, eppure trovano in Cristo le risposte alle
loro più alte e comuni aspirazioni e possono saziare la fame di una verità
limpida e di un amore autentico che li uniscano al di là di ogni diversità.

Cristo offre loro spazio, sapendo che non può esserci energia più potente di
quella che si sprigiona dal cuore dei giovani quando sono conquistati
dall’esperienza dell’amicizia con Lui. Cristo ha fiducia nei giovani e affida
loro il futuro della sua stessa missione: “Andate, fate discepoli”; andate
oltre i confini di ciò che è umanamente possibile e generate un mondo di
fratelli. Ma anche i giovani hanno fiducia in Cristo: essi non hanno paura di
rischiare con Lui l'unica vita che hanno, perché sanno di non rimanere delusi.

Nell’iniziare questa mia visita in Brasile, sono ben consapevole che, rivolgendomi
ai giovani, parlo anche alle loro famiglie, alle loro comunità ecclesiali e
nazionali di provenienza, alle società in cui sono inseriti, agli uomini e alle
donne dai quali dipende in gran misura il futuro di queste nuove generazioni.

È comune da voi sentire i genitori che dicono: “I figli sono la pupilla dei
nostri occhi”. Come è bella questa espressione della saggezza brasiliana che
applica ai giovani l'immagine della pupilla degli occhi, la finestra attraverso
la quale la luce entra in noi regalandoci il miracolo della visione! Che ne
sarà di noi se non ci prendiamo cura dei nostri occhi? Come potremo andare
avanti? Il mio augurio è che, in questa settimana, ognuno di noi si lasci
interpellare da questa domanda provocatoria.

E attenzione! La gioventù è la finestra attraverso la quale il futuro entra nel
mondo. E’ la finestra, e quindi ci impone grandi sfide. La nostra generazione
si rivelerà all’altezza della promessa che c’è in ogni giovane quando saprà
offrirgli spazio. Questo significa: tutelarne le condizioni materiali e
spirituali per il pieno sviluppo; dargli solide fondamenta su cui possa
costruire la vita; garantirgli la sicurezza e l'educazione affinché diventi ciò
che può essere; trasmettergli valori duraturi per cui vale la pena vivere;
assicurargli un orizzonte trascendente per la sua sete di felicità autentica e
la sua creatività nel bene; consegnargli l'eredità di un mondo che corrisponda
alla misura della vita umana; svegliare in lui le migliori potenzialità per
essere protagonista del proprio domani e corresponsabile del destino di tutti.
Con questi atteggiamenti anticipiamo oggi il futuro che entra dalla finestra
dei giovani.

Nel concludere, chiedo a tutti la gentilezza dell’attenzione e, se possibile,
l'empatia necessaria per stabilirne un dialogo tra amici. In questo momento, le
braccia del Papa si allargano per abbracciare l'intera nazione brasiliana,
nella sua complessa ricchezza umana, culturale e religiosa. Dall’Amazzonia fino
alla pampa, dalle regioni aride fino al Pantanal, dai piccoli paesi fino alle
metropoli, nessuno si senta escluso dall’affetto del Papa. Dopodomani, a Dio
piacendo, ho in animo di ricordarvi tutti a Nostra Signora Aparecida, invocando
la sua materna protezione sulle vostre case e famiglie. Fin d’ora vi benedico
tutti. Grazie per il benvenuto!

 


Testo proveniente dalla
pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/07/23/il_discorso_del_papa_a_palazzo_guanabara:_testo_integrale/it1-712832

del sito Radio Vaticana